Il progetto



coscienzaLa neuropsicologia studia le basi neurali dei processi cognitivi, traendo inferenze su i processi normali dalla valutazione del comportamento di pazienti con danni cerebrali.

Scienza eminentemente interdisciplinare, si inserisce nell’ambito delle neuroscienze, avvalendosi di metodi e conoscenze sia tipiche del proprio ambito che mutuate da discipline limitrofe quali la psicologia sperimentale, la neurologia, la neuropsichiatria e le reti neurali.

Negli ultimi anni questa scienza è stata oggetto di un'attenzione crescente grazie agli importanti risultati ottenuti sia in ambito clinico che sperimentale.

Le osservazioni derivate dallo studio dei pazienti cerebrolesi hanno fornito preziose informazioni sul funzionamento del sistema cognitivo contribuendo al chiarimento di alcuni meccanismi fondamentali della mente umana e, conseguentemente allo sviluppo di nuove tecniche di indagine e di trattamento, cruciali per la diagnosi e la cura di patologie neurologiche e neuropsicologiche di grande impatto sanitario e sociale.

Questo progetto promosso dall’università di Torino in collaborazione con il Professor Piergiorgio Strata, Presidente dell’ Istituto Nazionale di neuroscienze, il Professor Marc Jeannerod, Membro dell’Institut des Sciences Cognitives di Lione e il Professor Mitch Glickstein del University College di Londra, che si propone di analizzare l’alterazione dei meccansimsi di coscienza attraverso lo studio di alcune patologie cerebrali con un percorso di divulgazione scientifica rivolto al grande pubblico.

I contenuti

cervelloLe scoperte scientifiche più recenti nel campo delle neuroscienze, diventano un terreno di confronto per scienziati e artisti che si sviluppa su prospettive di ricerca in continua evoluzione, ed è proprio dalle specifiche intuizioni di questi ultimi che talvolta nascono progetti artistici originali e con una forte valenza sociale.

Abbiamo pensato di realizzare una mostra multimediale in cui il rapporto tra arte e scienza, fondato su principi di sfida e scambio reciproco di conoscenze, giocherà un ruolo fondamentale nel processo di informazione del pubblico e permetterà allo spettatore di esplorare, attraverso nuovi e stimolanti punti di vista, alcune tra le più interessanti modificazioni del comportamento che si verificano nell’ uomo in seguito a danni focali del cervello.

Un percorso didattico/divulgativo di grande impatto emotivo presenterà al pubblico le diverse sindromi neuropsicologiche conseguenti a lesioni cerebrali, selezionate per le peculiari e interessanti conseguenze che hanno sul comportamento consapevole dell’uomo e sulla quotidianità dell’individuo. Lo spettatore si renderà conto di come il carattere inatteso e controintuitivo di alcune condotte patologiche ponga dei vincoli alla costruzione dei modelli cognitivi e neurali della coscienza

L’Obiettivo di questo progetto è infatti quello di far riflettere sulla relativa precarietà della percezione consapevole del Sé e della realtà che ci circonda. Il comportamento coerente che deriva dall’intuizione unitaria che abbiamo della nostra coscienza è estremamente fragile e può facilmente modificarsi in seguito ad un danno celebrale. Un ictus o un trauma cranico (ma anche un tumore cerebrale, un’infezione, una malattia degenerativa del sistema nervoso, ad esempio la malattia di Alzheimer) possono infatti compromettere la capacità che abbiamo di percepire la realtà in modo unitario e consapevole, causando perdite selettive della coscienza che verranno illustrate nel percorso della mostra.

Le sindromi che abbiamo scelto di analizzare si osservano spesso dopo un danno cerebrale e sono caratterizzate dal fatto che il paziente non é in grado di cogliere né alcuni aspetti salienti della realtà che lo circonda, né gli accadimenti che coinvolgono, in seguito all’evento patologico, il suo stesso corpo.

Intendiamo illustrare come i disordini della consapevolezza dovuti a danni cerebrali possano influire sul comportamento quotidiano delle persone affette da determinate patologie cercando di capire come l’esperienza fenomenica, alterata dalla patologia, possa cambiare il modo in cui il paziente percepisce la realtà.

Il progetto rivolto ad un pubblico generico, alle scuole superiori e agli studenti universitari si propone quindi, di rendere accessibili in modo semplice ed efficace alcune conoscenze consolidate sui meccanismi neurali della mente e di sollevare dei problemi che sono tuttora oggetto di studio e riflessione.

Gli strumenti di comunicazione utilizzati sono i seguenti:

Immagini strutturali e funzionali del cervello ottenute con la risonanza magnetica, la tomografia ad emissione di positroni e la risonanza magnetica funzionale.
Queste immagini, fornite dai partner europei del progetto, saranno reinterpretate e rielaborate dalle artiste dell'Accademia Albertina delle Belle arti di Torino. Il loro obiettivo è quello di renderle spettacolari e di evidenziare i danni cerebrali, mettendo a confronto un cervello normale con quelli che riportano delle lesioni, per spiegarne la localizzazione e la rete neuronale danneggiata

Installazioni interattive.
Attraverso un gioco di illusioni ottiche lo spettatore proverà a immedesimarsi con l’esperienza patologica e a sperimentare direttamente gli effetti di alcune deprivazioni sensoriali e distorsioni percettive.

Installazioni video.
I video concessi da alcune università italiane, mostreranno, rispettando la privacy dei pazienti, il comportamento e lo svolgimento delle azioni e delle risposte cognitive dei malati durante gli esperimenti di ricerca. Ogni video sarà affiancato da un pannello didascalico (vedi di seguito) che ne spiegherà i contenuti

Voce guida.
La voce guida di un medico o di un divulgatore scientifico descriverà in modo semplice e chiaro le diverse patologie prese in considerazione.

Pannelli didascalici.
l percorso sarà accompagnato da pannelli didascalici che spiegheranno le patologie e guideranno il pubblico nell’esplorazione del cervello.

I promotori

Università di Torino

Docente di riferimento: Anna Berti si è laureata (1983) presso Università di Milano in Medicina e Chirurgia, ha quindi conseguito la Specialità di Neurologia nel 1987, e il Dottorato di Ricerca in Neuroscienze, nel 1993. Attualmente è Professore Straordinario presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino, dove Insegna Neuropsicologia. Si è sempre occupata di ricerca neuropsicologica, in particolare dei disturbi della rappresentazione dello spazio nei pazienti cerebrolesi. Inoltre ha lavorato presso il Dipartimento di Neurologia dell'Ospedale Universitario di Oxford (Radcliffe Infirmary) e ha condotto delle ricerche sulla negligenza spaziale presso il Dipartimento di Psicologia della stessa università per un periodo di circa due anni. È anche autrice di numerosi articoli di argomento neuropsicologico su riviste scientifiche internazionali.

Sissa Medialab

Sissa Medialab è nata nel novembre 2005, ma le sue radici sono nel lavoro di un gruppo di scienziati e professionisti della comunicazione scientifica che dall’inizio degli anni Novanta hanno lavorato, all’interno della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Trieste), per realizzare progetti e tecnologie per l’informazione scientifica altamente innovativi.

Con il coinvolgimento di scienziati di tutto il mondo, e in un’ottica fortemente internazionale, si sono sviluppati strumenti originali per la comunicazione interna al mondo della ricerca (a cominciare dal Journal of High Energy Physics, la prima rivista elettronica specialistica fatta dagli scienziati per gli scienziati) e per la comunicazione esterna, verso e da il grande pubblico (come nel caso del portale Ulisse – nella rete della scienza, meta dei viaggi in rete di milioni di lettori curiosi di scienza).

Internazionalità, innovazione, qualità, attenzione al dialogo e alla libertà dell’informazione sono state e sono le caratteristiche che tengono unite un apparente caleidoscopio di attività: dalla progettazione museale all’assistenza per la produzione di atti di congressi, dalla ricerca nella didattica delle scienze all’esplorazione di nuovi ambienti informatici per la comunicazione e l’apprendimento.

I partner

Oltre a quelli già citati:

  • Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.
  • Professor Giovanni Berlucchi, Professore ordinario di Fisiologia, Università di Verona.
  • Prof.ssa Gabriella Bottini, Docente di Psicologia Fisiologica e Neuropsicologia presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Pavia, e coordinatrice del Laboratorio di Neuropsicologia del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano.
  • Professor Marc Jeannerod, Presidente dell’Institut des Sciences Cognitives di Lione.
  • Professor Mitch Glickstein del University College di Londra.
  • European Dana Alliance for Brain (EDAB)
    E’ un’organizzazione di cui fanno parte più di 170 eminenti scienziati di 27 paesi e cinque premi Nobel. Sul modello dell’americana Dana Alliance for Brain Initiatives, si propone dal 1997, di far comprendere al pubblico l’importanza della ricerca sul cervello e di promuovere iniziative didattiche.

  • L’Istituto Nazionale di Neuroscienze
    E’ un consorzio costituito da centri di ricerca a carattere universitario che operano nel campo delle neuroscienze. Senza alcuna finalità di lucro, ha lo scopo di promuovere, pianificare e svolgere attività di ricerca scientifica e formazione.
  • Sofware e design, in collaborazione con Capicoa www.capicoiadesign.com